
Ecco come se l’è cavata il Pisa all’esordio casalingo in Serie A: numeri e fatti. Pasquale Casale e i due gol al Napoli "che ancora oggi mi rinfacciano".
La Roma, ancora lei. Cinquantasei anni dopo quel 6 ottobre 1968, quando il Pisa fece il suo debutto casalingo in Serie A proprio contro i giallorossi, la storia si ripete. Allora finì 1-2, con rete di Piaceri per i nerazzurri e replica immediata firmata da Taccola e Salvori. In panchina, da una parte Lucchi, dall’altra Helenio Herrera. Era l’alba di un sogno che ancora oggi, come allora, sa far tremare l’Arena.
Il bilancio degli esordi casalinghi nella massima serie racconta di poche gioie e tanti mostri sacri. Due sole vittorie in sette partite, ma nomi e storie che valgono ben più del punteggio. Nel 1982 il Pisa di Vinicio batte il Napoli 2-0 con una doppietta su rigore di Pasquale Casale. Ora la linea del tempo torna a intrecciarsi con il presente. "Rivedere i nerazzurri nel massimo campionato è qualcosa di speciale", dice oggi Pasquale Casale, bomber di quell’impresa contro il Napoli. "Sono convinto che il Pisa potrà giocarsela per la salvezza e mi auguro possa essere la vera sorpresa di questo campionato".
Casale, però, guarda anche all’aspetto emotivo: "Per una neopromossa affrontare subito le squadre più forti è un gran bene. Se giochi bene contro la Roma cresci in entusiasmo e convinzione, se invece va male almeno capisci subito i tuoi limiti. Se perdi con una pari grado, invece, parti con l’handicap". La mia doppietta al Napoli? "Prima del match sotto il Vesuvio tutti mi fermavano. Mi dicevano: “Dai, ti vogliamo bene. Facciamo che segni un gol ma che vinca il Napoli 1-2. Va bene?”". E io rispondevo un po’ guascone: "Faccio una doppietta". E poi accadde davvero e me lo rinfacciano ancora.
Torniamo alla storia. Siamo nel 1983. Altro big match: Pisa-Juventus 0-0, contro la Signora guidata da Platini, Boniek, Tardelli e Scirea. Una vera impresa per i ragazzi di Pace.
Nel 1985 ancora grandi firme all’esordio in casa, ecco il Napoli di Maradona. L’Arena è un catino, Berggreen segna, Giordano risponde. Finisce 1-1, ma lo spettacolo è altrove: "El Diez" accarezza il pallone come fosse musica.
Nel 1987 arriva il Milan di Sacchi, Van Basten, Gullit e Donadoni. Il Pisa pareggia con Cecconi, poi cede 1-3. L’anno successivo il Bologna di Marronaro rovina la festa con uno 0-2. Ma nel 1990 i nerazzurri travolgono il Lecce 4-0: Piovanelli segna una doppietta, Padovano e Simeone completano l’opera.